Mina vagante

Una mina vagante, ecco come l’ho sempre percepita. Una mina vagante che si alza la mattina e non sa dove sbattere la testa, pronta a colpire chiunque le si pari davanti. Una mina vagante agitata, preoccupata, non in grado di prendere una decisione responsabile e di portarla avanti in qualche modo. Una mina vagante insicura e arrogante. La ammiro da una vita, da distanze piú o meno ravvicinate e ogni volta mi illudo di aver capito qualcosa che viene sventato via un attimo dopo. Sono pericolose le mine vaganti. Meglio starne alla larga.

Caramelle

Che casino questa vita, mamma mia!
Il mondo gira quindi se al mattino sta su, alla sera ti trovi la testa in giro e devi ripartire da zero, pensare al piano B, alla metro C, al Canale 8, al treno per Varsavia. Penso a tutto il mondo e alla gente che si tiene per mano la cui energia ed il cui calore imprime alla Terra il suo moto rotatorio. E c’è Dio che ci guarda, ci guida e ride e piange con noi. Ma alla fine sei tu che ti devi salvare, imparando ad usare excell, sacrificando il congiuntivo. Ma penso anche che essere mediocri non sia poi tanto male, se tanto non hai niente da dire. Che chi se ne frega perché io oggi ho trovato una scrittrice che mi piace, anche se non ho mai visto il Duomo di Milano, ma tu l’hai vista Napoli? Io si. E anche la Reggia di Caserta, che non è Versailles, ma è piú bella. E il mondo gira e salta e ruota e le luci si accendono e le lampadine saltano e tutto troppo fa male ma alla fine l’importante è tenersi attivi, operativi perché le cose belle capitano solo se butti energia nel mondo, altrimenti non hai merce di scambio e domani è un altro giorno e potremo pensare all’aereo per i Caraibi, ad imparare il russo, alle tesi copernicane e a quanto erano belli i quiz televisivi che interrogavano sulla cultura generale e non sulle curiosità. Che ogni giorno è un’occasione, perchè non potremo essere tutti avvocati o dottori o notai, ma non per questo dovremo vivere per forza male. Anche se non abbiamo mai partecipato ad una simulazione onu, ma a me di sgomitare non va tanto. E allora dormo sperando di vedere la luce rosa domani mattina e di fare bei sogni stanotte.

Capitolo: Nuovo. Non so a che numero si sia arrivati

Pagina bianca. 

Nuovi inizi che parlano di piante mediche,, infusi, decotti, preparazioni, sintomi e guarigioni talvolta anche in inglese. Come si dice betulla in inglese? Silver Birch. E biancospino? Whitethorn.

Calma gli spasmi e tonifica il cuore, il biancospino, come un romantico e non convenzionale viaggio ad Amsterdam, paese basso dei balocchi per adulti bevitori di birra in un pub sotto ad un antico mulino a vento, simbolo del posto.

Un aereo che torna, un treno che parte, una chitarra che rischia di rimanere a terra, due settimane di autonomia e tanta voglia di buttarsi a capofitto in questa nuova lettura, stesura, esercizio d’improvvisazione in bicicletta.

La meraviglia e la serenità di aver capito di voler essere importante per due occhi e per due occhi soltanto.

-“E adesso come farai?”
-“Bhe, mi sembra ovvio. In qualche modo. Come ho sempre fatto.”