Maschera al fico!

Ciao amici!

Era da tempo che volevo scrivere una nuova ricetta di bellezza per ragazze povere e affamate che vogliono comunque una bella pelle attingendo a quello che trovano in cucina, ma ho preferito mangiare tutta la bella frutta e verdura che ho incontrato sul mio cammino estivo, anche perchè sono stati incontri molto rari, anziché usarle per sperimentare maschere e intrugli per la pelle.

Oggi però, tornata più o meno alla vita vera, ho trovato due fichi in frigo e mi si è accesa la lampadina!

Erano un fico verde ed uno nero. Nel rispetto dell’era dell’inclusione in cui viviamo ho deciso di usarli entrambi.

Proprietà del fico: Ricco di potassio, calcio, ferro, vitamine A e B. Inoltre contiene antiossidanti ed è energizzante. Da qualche parte ho letto che aiuta, in parte, a mantenere l’abbronzatura.

Preparazione: Si prendono i fichi e si schiacciano con tutta la buccia fino ad ottenere una poltiglia. Nel dubbio ho deciso di aggiungere un goccio di miele e del bicarbonato per avere contemporaneamente l’effetto esfoliante di uno scrub e quello idratante di una maschera.

Purtroppo i fichi hanno quell’odore di marcio che non li rende per niente invitanti e, peggio ancora, hanno assunto quel color verdognolo melanzana che non trasmette alcuna sensazione di benessere. Quando poi sono andata a spalmare la purea sul viso mi è sembrato di averlo infilato nella melma dello stagno.

Raramente penso di essere stata così tanto nauseata in vita mia.

Sono comunque riuscita a lasciare il tutto in posa per una decina di minuti e, devo dire, al risciacquo la pelle era veramente veramente morbida, pulita, idratata, come forse mai prima o come non mi capitava da tempo.

Quindi, insomma, ho sofferto per ottenere un buon risultato. Ottimo!

Non contenta, piena di entusiasmo e speranza e di voglia di sperimentazione, ho deciso di aprire una di quelle centinaia di bustine contenenti “Salviette post depilazione all’Aloe” e di passarmela e sul viso e sulle gambe e credo che le userò come alternativa alla crema corpo quando vado in trasferta, perché nonostante una prima impressione di inefficacia, alla fine mi sono ricreduta: Funzionano! Quindi finalmente adesso avranno un senso nella mia vita e non verranno più accantonate da una parte o brutalmente buttate nell’immondizia.

Grazie per la cortese attenzione.

Cordiali Saluti

Lalli

La mia malinconia é tutta colpa tua

Il treno che passa per le località di mare l’ultima domenica di agosto è pieno di abbracci, di affetto, di malinconia, di sorrisi e di speranza.

Gli occhi sognanti si perdono nel ricordo dei giorni di villeggiatura appena terminati, il pensiero pragmatico va alle cose che si dovranno fare domani o già stasera all’arrivo.

Le ragazzine gracchiano, le signore sbuffando, gli uomini tacciono.

Fuori ci sono tanto verde, cavalli maculati, tori cornuti, casolari abbandonati, campi di cocomeri e di girasoli bruciati, uccelli in volo.

Rari sono i colori autunnali che ancora timidamente si presentano dalla terra, come l’arancione pallido delle prime zucche.

A breve il treno concederà l’ultimo scorcio del caldo, allegro e brillante mare di agosto. A breve ricomincerà il fiducioso settembre.

E dolce Venere di Rimmel

Davanti al foglio bianco Mario si chiedeva che cosa dovesse scrivere.
Il foglio bianco fa paura perché é un niente che può diventare tutto.
Anche i grandi romanzi della letteratura sono partiti da un’unica pagina bianca che con coraggio ha ospitato frasi e personaggi entrati nel mito e nei sogni dei più.
Ma Mario proprio non sapeva che cosa avrebbe dovuto scrivere quella mattina guardando il mare dal suo tavolo tondo.
Avrebbe potuto scrivere di me, di te, di sé, dei se e dei come. La storia di Tizia, quella di Caio, inventarsi un aneddoto su Sempronio. Ma niente sembrava fosse degno di dover uscire dalla sua testa per trasformarsi da pensiero astratto a parole concrete.
Rimase dunque seduto a pensare e ripensare a tutto quanto gli era stato detto, raccontato, confessato e appuntó solo un verso di una canzone che gli risuonava in testa da giorni: “Santa voglia di vivere”.

Balsamo miele e olio

Ognuno di noi si ritrova sovente a fare il punto degli errori che ha commesso in passato con lo sguardo fisso e perso nel vuoto, le orecchie completamente sorde e la bocca leggermente rivolta all’ingiù.
Tipo quella volta che mi accorsi che in casa era finito il balsamo, ogni tipo di maschera per capelli o qualunque specie di olio ai semi di lino o alle gemme o quel che fosse.
Così decisi di attingere alla fonte infinita della mia credenza mischiando miele e limone nella speranza che avessero un effetto districante e nutriente per il cuoio capelluto.
Se vi aspettare una risposta positiva, ahimè, rimarrete molto delusi. Anche perché avrei dovuto lasciarli in posa per almeno un quarto d’ora, mentre io credo di non essere arrivata ai cinque minuti.
Risultato: capelli luminosi sì, ma appiccicosi e non apparentemente appena lavati.

Ogni volta che ci ripenso ci resto male. Per cui da non rifare e da non consigliare con entusiasmo, bensì come ultima spiaggia nel caso di assoluta necessità.

Mi sono quindi data alle scorte di balsamo solido che ha durata pari al doppio di quello normale.

Fa caldo
Baci a tutti

AridaMente Lalli

I ricordi di Livia

Ogni anno trascorrevo almeno un mese estivo a casa delle zie.

Già all’epoca percepivo la stranezza di zia Giulia e zia Rossella, gemelle zitellone di mezza età che avevano deciso di passare quel che rimaneva della loro vita insieme.

Zia Rossella era sempre stata un caso disperato, si curava molto nell’aspetto, ma per quanto ci provasse risultava sempre bruttina e inetta. Zia Giulia era più sveglia e più graziosa della sorella, pur non mettendoci nessun impegno, ed ebbe perfino una lunga relazione con un uomo che poi era sparito dalla circolazione e chi s’è visto s’é visto.

Le zie erano due strane cinquantenni che passavano le loro giornate a fare le pulizie, accudire gatti e preparare spuntini di frutta.

Ogni volta che mi vedevano, con la voce stridula con cui si parla ai bambini, mi dicevano: “Ma che bella bambina che sei!” – “Ma come sei buona” – “Ma come sei educata!!” – “Ma che bei capelli che hai!”.

Ed io con loro ero felice come quando si mangia pane e marmellata.

Pezzi di libri: Il Piccolo Principe

XI

Il secondo pianeta era abitato da un vanitoso.

“Ah! Ah! Ecco la visita di un ammiratore”, gridò da lontano il vanitoso appena scorse il piccolo principe.

Per i vajitosi tutti gli altri uomini sono degli ammiratori.

“Buon giorno”, disse il piccolo principe, “che buffo cappello avete!”

“È per salutare”, gli rispose il vanitoso. “È per salutare quando mi acclamano, ma sfortunatamente non passa mai nessuno da queste parti”.

“Ah si?” disse il piccolo principe che non capiva.

“Batti le mani l’una con l’altra”, consigliò perciò il vanitoso.

Il piccolo principe batté le mani l’una contro l’altra e il vanitoso salutò con modestia sollevando il cappello.

“È più divertente che la visita al re”, si disse il piccolo principe, e ricominciò a battere le mani l’una contro l’altra. Il vanitoso ricominciò a salutare sollevando il cappello.

Dopo cinque minuti di questo esercizio il piccolo principe si stancó della monotonia del gioco: “E che cosa bisogna fare”, domandò, “perché il cappello caschi?”

Ma il vanitoso non l’intese. I vajitosi non sentono altro che lodi.

“Mi ammiri molto, veramente?” domandò al piccolo principe.

“Che cosa vuol dire ammirare?”

“Ammirare vuol dire riconoscere che io sono l’uomo più bello, più elegante, più ricco e più intelligente di tutti il pianeta”.

“Ma tu sei solo sul tuo pianeta!”

“Fammi questi piacere. Ammirami lo stesso!”

“Ti ammiro”, disse il piccolo principe, alzando un poco le spalle, “ma tu che te ne fai?”

E il piccolo principe se ne andò.

Decisamente i grandi sono ben bizzarri, diceva con semplicità a sé stesso, durante il suo viaggio.

Maschera di Frutta

Nuova settimana, nuova ricetta.

Siete pronti?

Esco da quattro giorni infernali di raffreddore e mal di gola acuti che mi hanno anche fatto venire l’ansia che fosse qualcosa di più grave e che invece sono stati soltanto il prodotto di due notti  eccezionali col condizionatore acceso.

Risultato: Naso screpolato per via delle numerose soffiate quotidiane.

In più non sono stata a casa quindi non avevo nemmeno la crema idratante per provare a tamponare la situazione.

Ieri mi tirava tutta la pelle delle narici e delle guance. Una roba devastante.

Oggi ho deciso di ricorrere ai ripari grazie al grappolino d’uva nera che mi ha regalato ieri il fruttivendolo e ad una albicocca nel frigo.

Proprietà Uva Nera: Dona elasticità alla pelle, la ringiovanisce, la idrata.

Proprietà Albicocca: E’ ricca di acqua, vitamina A che stimola la produzione di melatonina e C che, invece, ha proprietà antiossidanti.

Entrambi i frutti vanno spolpati, nel senso che devono essere privati della buccia e anche dei semi, e messi in un contenitore. Avevo letto che andavano frullati, ma io li ho semplicemente mescolati tra loro.

!! Ogni volta che leggete di frullare qualcosa non fate i pigroni fichi e fatelo !! 

Ma per il semplice fatto che a me sono rimasti in mano questi tocchi di frutta intera che avrei evitato volentieri di dovermi spalmare sul viso e che quindi una purea sarebbe stata più maneggevole.

Comunque, una volta uniti gli ingredienti e mischiati, mescolati, frullati o pestati, come vi pare, ovviamente sono da spalmare sul viso e da lasciare in posa per una ventina di minuti.

E’ stato BEL-LIS-SI-MO!

Sentivo la pelle contemporaneamente idratata e fresca e mi sono iper rilassata al profumo di albicocca, che mi ha rimandato indietro con la memoria a quando, da bambina, mamma usava lo shampoo all’albicocca per lavarmi i capelli. Quello che dicevano che non bruciava se entrava a contatto con gli occhi.
Mentivano sapendo di mentire.

Dopo la gioia del riposo però dovrete andare in bagno a togliervi la ultraidratante maschera di frutta con l’ausilio dell’acqua tiepida. Preciso di dover andare in bagno perchè io, di solito, ogni volta che provo questi trattamenti poi mi sdraio a letto, in attesa del tempo che passa.

La pelle è decisamente nutrita, idratata, leggera!

Purtroppo per le mie narici non c’è speranza.

Saluti

ScrepoLalli

Tisana Zenzero e Aglio

Ciao amici,

Oggi vorrei parlarvi di un meraviglioso decotto dalle molteplici proprietà benefiche che ho bevuto per mesi e mesi: il tisanone puzzolente allo Zenzero e Aglio.

Lo so, lo so, gli ingredienti non sono proprio dei più invitanti, ma non fatevi ingannare dalle apparenze, è meglio di quel che sembra! 

In realtà ho deciso di iniziare a bere questa tisana perché ero più interessata all’aglio che non allo zenzero. Ma assumere l’aglio é possibile solo se poi ti chiudi in casa, senza avere contatti col resto dell’umanità, per un intervallo di tempo che può andare dalle 24 ore a salire.

Proprietà dell’aglio: Antibiotico, antibatterico, viene usato nelle terapie contro il diabete, per regolare la pressione arteriosa e per abbassare il colesterolo.

Proprietà dello zenzero: Antinfiammatorie e digestive, antinausea, stimolante.

Insieme hanno anche tante vitamine e sali minerali e, assunti sotto forma di tisana, aiutano a bruciare i grassi e a purificare l’organismo.

L’uso ne é quindi consigliatissimo durante la dieta.

La preparazione é molto semplice: bisogna mettere un litro d’acqua in un contenitore, io ho una bella caraffa trasparente che può essere messa direttamente sui fornelli, dotata anche di coperchio, ma andrà bene anche un comunissimo pentolino. Prima di mettere l’acqua sul fuoco immergerci dentro due spicchi d’aglio e un pezzo di zenzero privati della buccia. Da quando l’acqua inizierà a bollire, con aglio e zenzero già dentro, far passare dai 15 ai 20 minuti. Inutile dire che ci sarà odore d’aglio per tutta la cucina. Ne sconsiglio così la preparazione la mattina presto!

Filtrare e bere. Preferibilmente ancora calda. Con l’aggiunta facoltativa di limone o miele a scelta.

La prima volta che la berrete brucerà. Bruceranno la gola, la lingua, gli occhi e a ogni sorso vi chiederete perché vi siete inflitti quel supplizio. Dopodiché non potrete più farne a meno perché i benefici si percepiscono fin da subito!

Non essendo chiaro se vada bevuta di mattina o di sera, a stomaco pieno o vuoto io ne bevo due tazze al giorno: una a metà mattina quando ormai la colazione è stata bella che digerita ed una la sera dopocena.

No, dopo non puzzerete d’aglio fino alla fine dei vostri giorni perché non lo mangerete, ma lo metterete solo in infusione nell’acqua, traendone i benefici e non anche l’odore.

Inoltre lo zenzero rompe gli incantesimi malvagi e l’aglio tiene lontano gli spiriti cattivi. E i vampiri.

Fatemi sapere che ne pensate!

Lalli