#Mercoledí

Il mercoledì bisogna organizzarsi. La settimana è bella che iniziata, il weekend sembra vicino, ma forse non lo è abbastanza, il mercoledì sembra inutile, ma non è così. Il mercoledì è il giorno in cui bisogna prendere delle decisioni, fare dei programmi, fosse anche per dare un senso a questo giorno di mezzo. Penso sempre che il mercoledì sia stupido, invece metá della vita la vivo di mercoledì. Per questo mercoledì, ad esempio, ho una lunga lista di cose da fare che continuo a non guardare.

Bisogna avere pazienza coi mezzi pubblici a Roma

A Roma la Metro si chiama Tram.

Oggi ho scoperto che abbiamo ben cinque linee del tram che percorrono gran parte del suolo urbano mentre quelle della metro sono A, B, C e la B1. Non malissimo, ma tipo vicino casa mia la Metro non esiste e così, credo, in tante zone della Capitale. Senza parlare dei vari disagi che la riguardano periodicamente.

Quindi, il mio consiglio, se qualcuno lo ascoltasse, sarebbe quello di incrementare i percorsi dei tram e la loro frequenza, perchè tanto si è capito che ogni volta che scaviamo è tempo perso e rovine ritrovate.

Abbassare il prezzo dei biglietti o creare un nuovo biglietto dalla durata di mezz’ora e che costi cinquanta centesimi non sarebbe una pessima idea, perché spendere ogni volta il triplo dei soldi per passare sul tram la metà del tempo mi stimola solo a non comprare il biglietto…

Altro mio consiglio spassionato a chi comanda o dovrebbe comandare o potrebbe farlo è quello di investire nella cultura, soprattutto nel cinema: incrementare la presenza nelle sale, abbassando il prezzo dei biglietti. Ricordate l’iniziativa del cinema a tre euro di qualche anno fa? Ha avuto un gran successo e quindi è stata dimenticata così come è arrivata.

Da oggi vorrei solo frequentare mercatini dell’usato.

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Social Media Manager, cosa ho capito

Ieri ho iniziato un corso intensivo di Social Media Manager.

Cosa ho capito dopo la prima lezione:

1) devo farmi LinkedIn e iniziare a creare in profilo affabile per il mondo del lavoro che mi aspetta;

2) Le aziende ti controllano il profilo facebook e quello instagram prima di assumerti. Ma vi pare giusto? A me no. Per ovviare al problema eliminerò ogni mia traccia dall’Internet.

3) Se nel 2019 non uso contemporaneamente sette social allora non sono multitasking. Questo me lo ha detto la prof dopo aver confessato alla classe che instagram mi distraeva dallo studio;

4) In qualunque contesto uno si troverà a qualunque età ci saranno sempre le due BFFAMICHETTEDELCUOREPERSEMPRE che si guarderanno da lontano facendo i risolini e sghignazzando, suscitando in te il solo desiderio di prenderle a cazzotti;

5) Sto avendo dei dubbi sulla mia decisione di cancellare Fb e Insta dal cellulare: la mia vita è decisamente migliorata, ho più contatti con le persone, perdo meno tempo. Ma, nel 2019, servono ancora i contatti umani?

Mia adorata Televisione

Stupore per i bassi ascolti di Adrian ieri sera.
Stupore per il flop della tredicesima edizione di XFactor.
Mi stupisco io perchè anche tutti gli altri programmi non abbiano ancora fallito così vistosamente.

Sarà forse che del cartone autocelebrativo, noiosetto, retrogrado dell’ottantenne Celentano non interessa niente a nessuno?

Sarà forse che ad XFactor cantano sempre le stesse canzoni da tredici anni? Anche discretamente male?!

Per risolvere il problema del flop di tanti programmi televisivi si sono inventati la formula dei “VIP” dove la Veramente Importante Persona in questione altri non è se non la seconda moglie del cugino di terzo grado di Simona Ventura o un fratello minore della Belen. Immancabilmente ospiti fissi dell’Alto Programma Sine Die della Barbara D’Urso, che ancora nessuno ha capito perchè non si vergogna di andare in giro conciata in un certo modo.

Se si parla di un programma Rai è invece d’obbligo il cameo del buon Pippo Baudo, altrimenti il programma in questione non è degno nemmeno dello sdegno nazionale.

Ma non sarà forse arrivato il momento di chiudere tutte queste costosissime produzioni e di inventarci qualcosa di nuovo e di, preferibilmente, mai visto? Perchè rifare un programma dei lontani anni ’80 non catturerà il consenso del pubblico…

Contro natura?

Ma se non possiamo essere noi stessi con le persone che veramente ci conoscono e ci apprezzano andando oltre i difetti che abbiamo, con chi possiamo tirare fuori il nostro vero io?

Oggi ho chiesto delle spiegazioni relative ad un regalo di compleanno che ho ricevuto la settimana scorsa da due delle mie più care amiche. Una bottiglia di Champagne. Bel regalo, per chi lo sa apprezzare, anche relativamente dispendioso nel suo essere; ma da due persone che mi conoscono dai tempi del quarto ginnasio speravo di ricevere qualcosa di più personale. Quindi oggi, passata abbondantemente una settimana, ho chiesto spiegazioni sul perchè. Mi è stato detto che il regalo è stato scelto perchè a me piace bere. Ma non è vero! Nel senso che bevo indistintamente qualunque cosa trovi scritta sul menù del posto e di cui sappia pronunciare il nome. Non ho una cultura per le bottiglie. Distinguo vino bianco e vino rosso solo dal colore. Quindi, perchè regalarmi una bottiglia di Champagne, quando con gli stessi soldi avrebbero potuto comprare qualcosa di più gradito?

“Abbiamo pensato che potevi berla con Francesco”, ok, carine, ma il compleanno è il mio, non quello di Francesco, quindi perchè preoccuparsi anche di lui?

In più la bottiglia mi è stata data alle 23.30, a festa finita, quando ormai eravamo in cinque/sei a fumare l’ultima sigaretta prima di sbaraccare. “Così potevi scegliere se berla in compagnia o da sola” mi è stato detto. NO, così non mi è stata data la possibilità di berla in compagnia o da sola, così sono stata obbligata a berla da sola. Se il regalo mi fosse stato dato ad un orario decente avrei potuto decidere se tenerlo per me o condividerlo con gli altri al momento della torta.

Forse sono stata maleducata e crudele. Mia madre mi ha detto: “Ormai è passato! Dovevi continuare a fare la vaga!”, ma non ci riesco, non sta nelle mie corde. L’ho fatto, l’ho detto, perchè così sentivo di fare. Mi dispiace se qualcuno dall’altra parte è rimasto dispiaciuto, ma nemmeno io ho toccato il cielo con un dito. Poi mi sono detta: “Ma se non posso essere me stessa con le mie amiche, con chi posso farlo?”. Devo necessariamente rimanere con un dubbio perchè chiedere può urtare la sensibilità dell’altro? No, sinceramente non ci sto. Sono fatta così, se una cosa non mi va bene non me la so tenere. Piuttosto che rimanere col rancore, preferisco spiegare o farmi spiegare, cerco la verità, così da provare ad essere più serena. E se qualcuno si è dispiaciuto saprò riconquistare il suo affetto con un regalo gradito.

Oggi mi sento una donna con la gonna!

Oggi mi sento colore del miele.

Intensa, calda, rassicurante (e rassicurata), allegra.

Oggi, al contrario di ieri, o in conseguenza a ieri, ho fatto qualche passo e preso qualche decisione per cui quel succulento kakimela che sta in frigo, solitario, potrà essere mio, senza avere paura di levarlo ai miei genitori.

Oggi ho quel sapore dolciastro di un decotto di liquirizia, di quelli fatti bene, a casa, con le radici di liquirizia vere. Agisco sull’apparato respiratorio e sull’apparato digestivo. Nel senso che oggi faccio bene, porto benefici in giro e/o ne godo solo io.

Oggi mi sento una donna con la gonna! E ne vado decisamente fiera! Ogni tanto me lo dimentico, ma quando lo ricordo sto bene, in pace, con me stessa e con gli altri. Ciò non vuol dire che io sia (o debba necessariamente essere) una frivola donna noiosa, ma che posso appoggiarmi agli altri. E appoggiarsi a qualcuno è decisamente rilassante.

Penso che oggi sia un buon momento per incominciare, ricominciare, provare, vedere, fare qualcosa.

Perchè i ventisettenni fanno anche questo: si fermano, aspettano, guardano, valutano, partono in quarta, si ingolfano, ripartono ma in prima, mettono la retro, parcheggiano, ripartono. Come fanno i ventiseienni e come fanno i ventottenni, ma con un’età diversa.